FEUERBACH

LUDWIG FEUERBACH 

• Nato a Landshut (Germania) nel 1804, figlio di un famoso giurista.
 • Studia teologia a Heidelberg e filosofia a Berlino, dove segue le lezioni di Hegel, ma se ne distacca presto.
 • Le sue idee anticlericali gli causano l’isolamento accademico.
 • Vive gli ultimi anni in povertà e solitudine, morendo nel 1872.


Ludwig Feuerbach (1804–1872) è stato un filosofo tedesco appartenente alla corrente del materialismo e dell’umanesimo filosofico. È considerato una figura di passaggio tra l’idealismo hegeliano e il materialismo di Marx.

Feuerbach critica Hegel e la religione, sostenendo che Dio non è altro che una proiezione dell’essenza umana. In altre parole, le qualità attribuite a Dio (amore, saggezza, giustizia) sono qualità umane idealizzate e alienate. Il suo obiettivo è ricondurre l’uomo al centro della filosofia, sostituendo la teologia con l’antropologia.

Opere principali

 1. “Pensieri sulla morte e l’immortalità” (1830) – Prima critica alla religione, dove nega l’immortalità personale e sottolinea il valore terreno dell’esistenza umana.
 2. “L’essenza del cristianesimo” (1841) – La sua opera più importante. Feuerbach mostra che la religione è la proiezione dell’essenza umana su un essere divino. L’uomo, venerando Dio, venera inconsapevolmente se stesso.
 3. “Principi della filosofia dell’avvenire” (1843) – Qui propone di sostituire la teologia con l’antropologia umanistica: l’uomo deve conoscere e amare l’uomo, non Dio.
 4. “L’essenza della religione” (1845) – Amplia la critica, analizzando la nascita delle religioni come risposta al bisogno umano di dipendenza dalla natura.

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